Capaccio, spuntano nuovi messaggi dal cellulare di Pietro: attesa l’autopsia
| di Luigi Martino
La comunità di Capaccio Paestum è ancora sconvolta dalla tragica scomparsa di Pietro Spizzico, il quindicenne trovato in fin di vita nei pressi della propria abitazione e poi deceduto presso l’ospedale “Ruggi” di Salerno. La giornata di ieri è stata segnata dal dolore e dal lutto collettivo, mentre le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Agropoli, sotto la guida del comandante Giuseppe Colella, hanno fatto emergere nuovi dettagli sul caso. La Procura di Salerno, con il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti a capo del fascicolo, ha disposto ulteriori accertamenti e oggi verrà ufficialmente conferito l’incarico per l’autopsia.
Le indagini
Uno degli elementi chiave dell’inchiesta riguarda il telefono cellulare del ragazzo, ritrovato integro accanto a lui in via Cupone. Secondo le prime ricostruzioni, poco prima del drammatico evento, Pietro avrebbe effettuato una videochiamata con alcuni conoscenti. Il contenuto delle sue ultime comunicazioni rimane sotto stretto riserbo, ma fonti investigative suggeriscono che alcuni messaggi potrebbero indicare la possibilità di un gesto volontario. Tuttavia, questa ipotesi contrasta con le dichiarazioni della famiglia, che attraverso il legale Carmine Sparano ha ribadito come il giovane non manifestasse alcun segnale di disagio o turbamento tale da spingerlo a compiere un atto estremo. Al momento, dalle chat analizzate non emergerebbero elementi che suggeriscano l’intervento di terze persone o una possibile istigazione.
L’esame medico
L’autopsia, prevista per le prossime ore, potrà fornire risposte più dettagliate sulla dinamica dei fatti. Dalle prime analisi, sembra che Pietro sia caduto dalle scale esterne di un edificio che si affaccia su via Cupone, riportando lesioni gravissime al cranio, risultate purtroppo fatali.
Il gesto della famiglia
Nel frattempo, la famiglia del giovane ha compiuto un gesto di straordinaria generosità, autorizzando la donazione degli organi. I medici dell’ospedale “Ruggi”, dopo aver accertato la morte cerebrale, hanno avviato la procedura di espianto. Un atto d’amore che permetterà di salvare altre vite, nel ricordo di un ragazzo che era conosciuto per il suo animo altruista.
Il cordoglio
La tragedia ha lasciato un segno indelebile non solo a Capaccio Paestum, ma anche nel mondo del calcio locale. Pietro era un grande appassionato di questo sport e tifoso della Roma. Militava nelle giovanili del Castel San Lorenzo, dove si era distinto come attaccante e capocannoniere. La sua società ha deciso di sospendere tutte le attività in segno di rispetto e di ricordarlo come un compagno sempre pronto a dare il massimo in campo. Anche la Calpazio, sua ex squadra, ha interrotto le attività e ottenuto il rinvio della partita della prima squadra.
Il Comitato Regionale della FIGC, presieduto da Carmine Zigarelli, ha disposto un minuto di raccoglimento prima di tutte le gare del fine settimana, rendendo omaggio alla memoria di un giovane che resterà per sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.
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