«Dissing politico» a Polla: botta e risposta tra la maggioranza Loviso e l’ex assessore Mignoli
| di Pasquale Sorrentino
«La consigliera Federica Mignoli quando critica dimentica che faceva parte della nostra maggioranza». «Sì, ci facevo parte ma sono stata cacciata da un regime».
È un vero e proprio dissing quello tra la maggioranza dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Loviso e l’ex assessore Federica Mignoli a cui furono tolte le deleghe per il passaggio alla Lega. Qualche giorno fa la Mignoli ha sottolineato l’incuria del Mausoleo – monumento che dà il nome a Polla -, a stretto giro è arrivata la risposta, dalla pagina istituzionale del Comune (quella che dovrebbe rappresentare l’intera amministrazione).
«La consigliera – si legge – dimentica da dove viene e con chi è stata». «Trovo sorprendente che la pagina Comune di Polla venga utilizzata per rispondere a un mio consiglio dato in buona fede al Sindaco e all’attuale amministrazione. Invece di agire con i fatti, si preferisce sviare l’attenzione su un argomento che avrei dimenticato. So benissimo da dove vengo. So di essere stata eletta democraticamente e poi cacciata con metodi di regime».
Mentre le polemiche infuriano, occorre anche dire, che il Mausoleo per una serie di concause resta nell’incuria come denunciato da tempo. Altro aspetto riguarda altri due monumenti di Polla «bloccati» dai pareri della sovraintendenza e dalla fine di soldi dei progetti: gli affreschi del Santuario di Sant’Antonio sarebbero dovuti terminare a nel 2024 – come fu annunciato – tuttavia un nuovo ritrovamento fa sì che dopo mesi l’impalcatura è ancora presente nel convento. Un parere della Sovraintendenza oltre che il termine dei fondi per il progetto di recupero blocca il cantiere della chiesa di Santa Maria nel pieno centro storico. E da anni le impalcature con teli bianche fanno da brutto «benvenuto» all’area.
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