«Giù le mani dalle nostre spiagge»: la protesta in difesa della costa di Agropoli
| di Redazione
I cittadini non sono rimasti a guardare. L’«ennesimo scempio ambientale», così come è stato definito da più parti, lungo la costa cilentana ha scatenato indignazione e mobilitazione. Al centro delle polemiche, un intervento edilizio nella zona di San Francesco, che ha deturpato un tratto di costa e devastato il fondale della spiaggia più bella di Agropoli. «L’intervento in zona San Francesco, che ha deturpato un tratto di costa e devastato il fondale della più bella spiaggia di Agropoli, era stato autorizzato con leggerezza dal comune, col solito modo autocratico di agire, senza alcun rispetto delle leggi e regolamenti ai quali hanno giurato di osservare. I successivi tentativi di giustificazione non hanno fatto che peggiorare la situazione, evidenziando palesemente contraddizioni e comportamenti che dovranno essere chiariti nelle opportune sedi, visto che i successivi interventi delle forze dell’ordine e dei tecnici delegati, hanno rilevato una serie di irregolarità che hanno determinato il sequestro del cantiere».
In prima linea nella protesta c’è l’associazione “Mare Libero”, insieme agli attivisti di Agropoli, che chiedono risposte. Tre le richieste, quella «di fare pubblicamente chiarezza sull’intervento avvenuto a San Francesco, di approvare in consiglio comunale il PUAD, coinvolgendo la cittadinanza ed associazioni nelle scelte e rispettando i loro diritti sui beni comuni, di dare avvio alle gare per le concessioni balneari come previsto dalla normativa europea e nel rispetto delle sentenze dei giudici amministrativi», scrivono.
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