Ieri incontro su ponte Tanagro: nessuna data certa per la riapertura
| di Rosa Romano
Un confronto atteso, una sala gremita, tanta voglia di chiarezza. Eppure, alla fine dell’incontro tenutosi, ieri sera, a Padula sulla questione del ponte Tanagro la domanda centrale «quando verrà riaperto?» è rimasta senza una risposta concreta.
Era il 29 ottobre 2021 quando, a causa di problemi strutturali, fu disposta la chiusura del ponte, lungo 56 metri, in località Caiazzano, tra Sassano e Padula: una condizione che ha causato gravi disagi ai cittadini automobilisti e alle attività commerciali. Nonostante la posa della prima pietra, per la ricostruzione, sia avvenuta nel luglio 2023 i lavori procedono a rilento e la situazione rimane incerta.
L’incontro, coordinato dal giornalista Pietro Cusati, era stato organizzato dall’associazione Schierarsi – Piazza Cilento-Vallo di Diano per dare la possibilità ai cittadini di confrontarsi con le istituzioni.

Il presidente f.f. della Provincia, Giovanni Guzzo, e il consigliere provinciale Vincenzo Speranza hanno illustrato con precisione l’iter e i nodi tecnico-amministrativi che hanno rallentato l’opera. I fondi ci sono, hanno assicurato, e le tappe da qui in avanti sono chiare ma per la riapertura hanno parlato di «fine estate». «Forse autunno». «Salvo imprevisti». Una formula che ha alimentato ulteriori dubbi più che rassicurare. Chi era lì si aspettava una data certa ma ha ricevuto l’ennesima promessa condizionata.
A dare un segnale di vicinanza ai cittadini erano presenti i rappresentanti regionali e provinciali della Lega: Aurelio Tommasetti e Giuseppe Del Sorbo; e il consigliere regionale di Iv, Tommaso Pellegrino.

Assenti i sindaci di Sassano e Padula, Domenico Rubino e Michela Cimino, ovvero i primi cittadini delle comunità più colpite dalla chiusura del ponte. L’assenza di chi avrebbe dovuto farsi portavoce del disagio dei cittadini non è passata inosservata e lascia spazio a domande legittime: possibile che non avessero nulla da dire su un’infrastruttura così cruciale per il loro territorio? Pochi, pochissimi gli altri amministratori e politici locali presenti.

La politica, nel suo insieme, sembra non essere riuscita a rispondere alle aspettative dei presenti. Molti cittadini erano lì per capire, pochi hanno parlato. Alla fine, il bilancio della serata, che è servita a tenere i riflettori accesi sulla questione, lascia un sapore amaro: l’evento ha confermato che il problema è sentito ma, per ora, il ponte resta chiuso e le certezze restano sospese tra una dichiarazione e l’altra. L’assemblea si è chiusa con gli stessi interrogativi con cui era iniziata: quando riaprirà il ponte? Quando si tornerà alla normalità?
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